Notizie

Rapporto Clusit, record di attacchi informatici nel 2026

Rapporto Clusit: 4.911 incidenti cyber gravi nel mondo nel primo semestre 2026. In Italia 245 attacchi, il 57% di gravità elevata.

Luci blu e bianche in una stanza buia

Nel primo semestre del 2026 gli incidenti informatici gravi noti nel mondo sono stati 4.911, il numero più alto mai registrato in sei mesi. Lo dice l'aggiornamento del Rapporto Clusit, presentato il 28 ottobre 2026 a Verona durante il Security Summit dall'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica. In Italia gli incidenti sono 245, in calo rispetto al primo semestre 2025, ma diventano più gravi e colpiscono soprattutto le imprese manifatturiere.

I numeri nel mondo

I 4.911 incidenti gravi sono più del doppio rispetto ai 2.392 del semestre precedente (+105%) e il 71% in più rispetto alla prima metà del 2025. La media è di 819 attacchi al mese, contro i 439 del 2025. In soli sei mesi è già stato raggiunto il 93% degli incidenti registrati in tutto l'anno scorso. Il cybercrime, cioè gli attacchi a scopo di guadagno, rappresenta il 95,4% dei casi, mentre l'hacktivismo scende a 62 episodi, il 73% in meno.

Cresce anche la parte di incidenti di cui non si conosce la tecnica usata: sono 3.321, circa due terzi del totale, un segnale che le vittime comunicano sempre meno dettagli.

Cosa succede in Italia

Con 245 incidenti l'Italia pesa per il 5% del totale mondiale, contro il 9,5% del semestre precedente. Il calo, però, non significa meno rischi: il 57% degli attacchi è classificato di gravità elevata. Il malware torna la tecnica più usata, con il 43% dei casi rispetto al 22,7% del 2025, mentre gli attacchi DDoS, quelli che rendono irraggiungibili i siti, scendono dal 38,5% al 17%.

Il settore più colpito è il manifatturiero, con il 18,4% degli incidenti (11,7% nel 2025): le vittime italiane sono il 17% di quelle del settore in tutto il mondo. Migliorano invece sanità, all'ultimo posto della classifica, ed energia, che scende all'1,2%.

L'allarme sull'intelligenza artificiale

I ricercatori del Clusit avvertono che i prossimi attacchi potrebbero essere sempre più automatizzati, con agenti di intelligenza artificiale capaci di agire in modo coordinato. Per la presidente Anna Vaccarelli la cybersecurity va considerata "il fondamento della continuità operativa" e non un semplice costo di conformità.

Per chi usa la tecnologia ogni giorno restano valide le buone abitudini di base: aggiornare dispositivi e programmi, attivare la verifica in due passaggi e diffidare di allegati e link inattesi, che possono nascondere un malware.

Fonti: Clusit, comunicato stampa, ANSA, Innovation Post

Condividi:FacebookWhatsAppEmail

Commenti

Ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!

Lascia un commento

I commenti vengono moderati prima della pubblicazione. Tutti i campi contrassegnati con * sono obbligatori.

Non verrà pubblicata.

Partner Romania 175